A Arduìnu Nali

<<Pro no bider torra su disisperu,
Sos piseddos de oe tevent ischire;
Pro dare a ojos istreju meru
Et pro chi paghe pottant acchirire.
Pro chi appent remiru puru-et beru
De ratzas et fides; pro affortire
S'amistade de pòpulos et zentes>>.
Sos italiànos li sient riconnoschentes.

🆅 Dal sito http://vocabolariocasu.isresardegna.it/lemmi.php
Disisperu: disperazione.
Piseddos: ragazzi.
Ischire: sapere.
Istreju: lontananza.
Acchirire: acquistare.
Remiru: rispetto.
Affortire: rinforzare.
Amistade: amicizia.

Dal sito https://www.polesine24.it
Arduino Nali

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Arduino Nali (nato nel 1924) fu alpino e partigiano italiano, la cui vicenda è legata alla Resistenza e alla deportazione nazifascista durante la Seconda guerra mondiale. A 19 anni, nel contesto successivo all’armistizio dell’8 settembre 1943, scelse la lotta contro l’occupazione nazifascista e successivamente fu catturato dalle forze nemiche. Fu deportato nel sistema concentrazionario nazista e internato nel campo di concentramento di Mauthausen, uno dei principali Lager destinati ai deportati politici, ai resistenti e ai militari italiani catturati, noto per le condizioni estreme di detenzione, il lavoro forzato e l’altissimo tasso di mortalità. Riuscì a sopravvivere alla deportazione e nel dopoguerra tornò in Italia, esperienza che segnò profondamente la sua vita. Dedicò gran parte del suo tempo alla testimonianza pubblica, partecipando per decenni a incontri soprattutto nelle scuole e a commemorazioni istituzionali, con l’obiettivo di trasmettere alle nuove generazioni la memoria della deportazione e della Shoah. Il suo messaggio insisteva sulla necessità del ricordo e sul rifiuto dell’odio come fondamento della convivenza civile, sottolineando che la pace si basa sul rispetto di ogni persona indipendentemente da fede, appartenenza politica, condizione sociale o razza. In occasione di una delle sue partecipazioni al Giorno della Memoria ricevette la benemerenza civica “Adria riconoscente” da parte delle autorità cittadine, come riconoscimento del suo ruolo di testimone storico. Viene ricordato come una delle ultime voci dirette della deportazione nel territorio polesano, attivo fino a tarda età nelle iniziative commemorative. È documentato inoltre che la sua figura è stata ulteriormente onorata a livello locale con l’intitolazione della sezione ANPI di Adria a suo nome e, successivamente, con l’inaugurazione di una sede ANPI a lui dedicata nel 2023.

A duas boghes