Fèmina, mama et cristiàna

Pintada in chèja che angheledda,
Padrona-'e ràdios et televisiònes,
Paret sa reìna de tottu sos paònes,
Limbuda-et geniòsa che piberedda.
Si mustrat cristiàna che santighedda
ma est solu su cabu-'e sos carvones:
Atzesos no tardant a ti brujàre,
Mortos no istentant a t'imbruttare.



🆅Dal sito http:https://www.isresardegna.org/vocabolario-casu
Pintada: dipinta
Chèja: chiesa
Paònes: pavoni
Limbuda: linguacciuta
Geniòsa: grazioso, simpatico
Piberedda: piccola vipera
Santighedda: piccola santa
Cabu: capo
Carvones: carboni
Atzesos: accesi
Brujàre: bruciare
Mortos: morti, spenti
Istentant: tardano
Imbruttare: sporcare

🆆 Dai siti https://it.wikipedia.org/wiki - chatgpt.com
- La vicenda del “restauro dell’affresco con il volto di Giorgia Meloni” riguarda un caso esploso tra fine gennaio e inizio febbraio 2026 nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma. Durante un intervento di restauro su una cappella della basilica, è stato ritoccato un affresco (o decorazione murale) raffigurante un angelo. Dopo l’intervento, diversi osservatori (giornalisti e utenti social) hanno notato che il volto dell’angelo somigliava in modo evidente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’opera in questione non era un grande ciclo medievale, ma una decorazione relativamente recente (inizio anni 2000), già oggetto di un precedente intervento e quindi non sottoposta allo stesso livello di tutela dei beni storici vincolati. Il lavoro è stato attribuito a Bruno Valentinetti, sacrestano e decoratore che aveva già realizzato o ritoccato la decorazione originale. Lui ha dichiarato di non aver intenzionalmente “modificato i volti”, ma di aver semplicemente restaurato ciò che era già presente in origine. La questione è diventata rapidamente un caso politico e mediatico: le opposizioni hanno accusato l’episodio di possibile “strumentalizzazione dell’arte sacra” o addirittura di effetto propagandistico, parlando di un rischio di culto della personalità; il Ministero della Cultura e soprintendenza: hanno avviato verifiche per capire se il restauro fosse stato autorizzato correttamente e se fossero state rispettate le norme sui beni culturali; la Diocesi di Roma ha espresso sorpresa e ha avviato controlli interni, sottolineando la necessità di tutelare il carattere liturgico delle immagini sacre. Il caso è diventato virale, trasformandosi anche in meme e satira politica.

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A duas boghes