A Elìa Zuseppe Abenaim

Custu ebrèu, in Germània est mortu
non ca fit malàidu o pro destinu
Ma ca da Ebraìsmu leaìat cunfortu
E de religiòne sighìat caminu.
L'at seberadu che giàu punti-tortu
su nazifascista sou agutzinu
De sos màrtires como est in musèo
trintases annos poi so nàschidu deo.

🆅Dal sito http://vocabolariocasu.isresardegna.it/lemmi.php
Leaìat: prendeva, traeva.
Sighìat: seguiva.
Seberadu: scelto
Giàu: chiodo
Deo: io.

Dal sito https://www.anpi.it
La lapide che ricorda Abenaim


🆂 Dal sito https://www.anpi.it - chatgpt.com
- Nato a Livorno il 21 ottobre 1912, Elia Giuseppe Abenaim fu arrestato nell’agosto 1944 a Genova dalla polizia fascista, durante le persecuzioni contro gli ebrei, successive all’occupazione nazifascista dell’Italia settentrionale, per la sola ragione della sua religione ebraica. Dopo l’arresto fu incarcerato prima a Milano e poi nel campo di transito di Bolzano, utilizzato come snodo per le deportazioni verso i lager nazisti. Successivamente fu deportato ad Auschwitz, dove gli venne tatuato sul braccio destro il numero 199858 e dove fu sottoposto alle condizioni di lavoro forzato, alla fame e alle violenze del campo, che lo indebolirono gravemente. In seguito fu trasferito nel lager di Mauthausen, dove morì il 22 aprile 1945, pochi giorni prima della liberazione del campo.

Nessun commento:

Posta un commento

A duas boghes